La contessa Elisa le venne incontro. Era in veste da camera, una douilette di cachemire celeste. Doveva aver dormito poco. Aveva le labbra bianche, e un lividore sotto gli occhi li faceva parere quasi pesti e affaticati. Sulle guance non c'era vestigio di colore.

La Contessa dimostrava tutta la sua età, quella mattina, forse anche qualche anno di più.

Fece sedere la sua giovane amica, senza commentare la insolita venuta. Ma il suo sguardo aveva un'interrogazione angosciosa, che parve stranamente facilitare, per Marina, l'adempimento del suo proposito.

— Stanotte — disse con voce calma e con accento preciso — è successo in casa nostra un avvenimento... un diverbio.

— Ah! — interruppe Elisa — anche tu sai. E sai?...

Si arrestò. Ansimava alquanto.

— Non so. Vorrei sapere e per ciò sono venuta.

Un profondo disappunto si rivelò sull'alterata fisonomia della Contessa.

— Ah non sai?... E la Duchessa?

— La mamma non sa... o non vuol dire. Ma mi è parso... avevano detto... ch'ella fosse presente.