— Come si sta bene qui. Quasi, quasi...

Era realmente stanchissimo, in quell'istante, sotto l'influenza di un'improvvisa reazione di nervi. Lo aveva colto un subito, imperioso bisogno di riposo e di sonno.

Essa gli andò accanto.

— Volete riposare qui? — gli chiese.

Senz'attender risposta, abbassò alquanto un cuscino che giaceva sullo schienale; poi, con atto dolcemente autorevole, posò una mano sulla spalla di Roberto e gli disse:

— Riposate.

— Che, che! — replicò il giovane, tentando di reagire contro la tentazione dell'invito e la involontaria flessione delle membra. — Ma le pare?

Ma poi, come vinto, ubbidì e si allungò alquanto su quel letto improvvisato.

Elisa osservò che la guancia di Roberto era a un contatto disagevole col ricamo rilevato del cuscino. Con una rapida mossa, come avrebbe potuto fare una madre, passò il braccio dietro il capo di lui, lo sollevò alquanto, e stese rapidamente sul ricamo il suo fazzoletto di battizza.

Poi adagiò sul cuscino la testa di Roberto e gli chiese sommessamente: