— Non sapevo che aveste gente, così di buon'ora. So che siete sempre sola prima del mezzodì, o non vedete che le vostre amiche intime, quelle solite.
— Non importa, bisognava sapere. È curioso, non ne azzeccate mai una, neppure per isbaglio.
Egli chinò il capo, sospirando, e cercò un conforto nell'estremo splendore della vernice de' suoi stivaletti. La Duchessa si divertiva.
— Le mie amiche, — continuò con quel suo accento stridente. — E che sapete voi delle mie amiche? E se per l'appunto volessi farmi un'amica intima di Elisa Serramonte?
Colto all'improvviso, Dino non pensò a dissimulare la sua meraviglia e questa fu sì palese, sì schietta, che la Duchessa cessò affatto di divertirsi ed aggrottò le ciglia.
— Ebbene, — disse duramente, con un'intima collera — perchè fate quell'aria grulla? Vi par forse impossibile la cosa?
— Io? Oh no, no... anzi! — s'affrettò a rispondere Dino. — È solo perchè so ch'ella conduce una vita tanto... ritirata, e si vede pochissimo e mi pareva d'avervi sentito dire ch'ella è terribilmente noiosa. Solo per questo... e poi... già; insomma, non capisco.
La Duchessa si mise a ridere, poichè la sua collera era già svaporata.
— Oh! mio caro Dino, ora siamo d'accordo. È il vostro forte, il non capire. Suvvia, non fate quel viso intontito. Un'altra volta, accertatevi se ho gente prima d'entrare.
— Ah! — diss'egli con trasporto — non siete più in collera?