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— Adesso — disse Elisa lietamente — siete proprio guarito.

— Le pare? — rispose Roberto dal seggiolone ove stava affondato, avvolto in una vesta da camera orientale, che gli dava un aspetto singolare, niente affatto disdicevole al suo tipo bruno e delicato.

— Mi pare ed è — replicò la Contessa. — Lo ha proclamato il dottore. Un po' di pazienza ancora e il braccio al collo per un po' di tempo e poi starete benone e non vi sarà più traccia delle vostre campagne.

Scherzava, ma aveva in cuore un'angoscia segreta, il pensiero che per l'ultima volta ella era venuta a trovare Roberto in casa sua.

Roberto taceva. Sapeva anch'egli che, dopo quel giorno, non sarebbe più tornata.

— Vorrei essere ancora malato!... — disse con un sospiro.

— Bravo... Mi rallegro. Bell'onore fate alla vostra infermiera! al dottore, a tutti quanti. E non vi bastano trenta giorni di dolori, febbre, tagli, chinino e compagnia bella?

— Sì... — diss'egli. — Ma c'era lei...

Elisa scosse il capo ridendo.