Egli l'ascoltò, interessandosi a quanto ella diceva. Senonchè, a volte l'attenzione dello sguardo pareva assorbita più dalla narratrice stessa, che dalla narrazione.
***
Egli stava bene ora, decisamente. Aveva superato, mercè la sua robusta costituzione, in un periodo relativamente breve, tutte le fasi di un male non lieve. Ma i dolori prolungati, le lunghe febbri prodotte dal processo d'infiammazione, la dieta prolungata l'avevano indebolito alquanto. La convalescenza era normale. E, cosa strana, egli non la affrettava, nè colla volontà, nè col desiderio, quei due sì validi efficienti al pronto ricupero delle forze giovanili. E in quel momento, per esempio, così mollemente adagiato nel suo seggiolone, colla bellissima testa appoggiata al grande guanciale di piuma, collo sguardo accarezzato da un non so quale riflesso di benessere intimo, egli pareva assorto in una bizzarra e languida contentezza infantile.
Quando ella si alzò per andar via, egli non la trattenne. Lasciò che, per risparmiargli un moto incomodo al braccio tuttora fasciato e raccomandato ad un fazzoletto sospeso al collo, gli rialzasse il guanciale che s'era alquanto rimosso. Per fare ciò più speditamente, ella depose il suo manicotto sulle ginocchia di Roberto. Egli passò nell'interno di quel leggero batuffolo di trine e piume la mano che aveva libera, mentre, attorno alle cartilagini del suo naso affinato dalla malattia, si produceva una vibrazione, l'aspirazione d'un olezzo, sentito coll'acuità di sensazione speciale ai nervi delle persone convalescenti.
Frugò alquanto, sinchè trovò e ne trasse qualcosa con un'esclamazione di gaio trionfo.
— To'... cos'ha qui? dei misteri!
I misteri erano due foglie di violetta che cingevano cinque viole, in numero. Ma viole comuni, la volgare mammoletta del prato.
Si voltò verso Elisa:
— Come, già le viole? È dunque passato l'inverno?
— Oh non ancora. Siamo ai primi di marzo. Ma non è più l'inverno. L'ho avuto stamane, questo mazzolino, dal fattore delle Celle. Me le mandano sempre. È il mio messaggio di primavera.