A un tratto, quasi inconsciamente, afferrò la mano di Elisa, ed ella se la sentì stretta come in una morsa, si sentì avvolta da uno sguardo di fuoco. Sentì da quella mano sprigionarsi un calore umido di febbre, vide sul volto di lui una rapida contrazione, il succedersi di violente indefinibili espressioni; ebbe il presentimento e il terrore di una esplosione.
Ma egli s'era già dominato; aveva lasciata la mano di lei e chiudeva tranquillamente la finestra.
— È la primavera, — disse, tornato al tutto padrone di sè. — Ecco il suo manicotto, Contessa. Le viole me le lascia, nevvero?
— Se vi fanno piacere... Roberto.
— Sì, tanto...
Ella si dispose a partire e non permise che egli l'accompagnasse sino all'uscio. Volle vederlo seduto tranquillamente nel suo seggiolone. E gli mise accanto un giornale.
— Sarete buono, — gli chiese — non farete imprudenze?
— Sì — rispose il giovane asciugandosi la fronte ancora imperlata di un lieve sudore — io sarò buono... Ma ella non venga più, nevvero... non venga più!
***
Egli era affatto guarito: andava, veniva per conto suo, raccoglieva la sua messe a lungo differita di applausi, di mirallegro e di ammirazione. In tutti i salotti era accolto con grandi feste, poco meno che come un eroe. La duchessa d'Accorsi aveva saputo trovare e dirgli qualcosa di molto lusinghiero pel suo amor proprio, qualcosa di così francamente ed abilmente espresso ch'egli ne rimase incantato e dovette pur convenire seco stesso che, dopo tutto, la Duchessa era una persona di molto spirito e di una conversazione assai gradevole. Poi aveva saputo che aveva presa a cuore la cosa. Naturalmente, ciò si doveva attribuire all'interessamento per Carisi. Ma ella sorrise con sì fine ironia quando Roberto gli parlò di Carisi e del suo prossimo matrimonio... Ed il suo occhio grigio ebbe un'acuità finissima, improvvisa, che avrebbe potuto servir d'uncino ad una più lunga conversazione. Ma Rescuati non era, come sappiamo, molto avveduto, nè pronto a cogliere la palla al balzo. E la Duchessa, per così dire, rintascò il suo sguardo, con un sorriso paziente, che Roberto non avvertì.