Elisa restò alquanto perplessa. Non le era parso dapprima che le tre signore dovessero per l'appunto voltare da quella parte.
E proprio non l'avevano veduta? Era stata così subitanea quella loro mossa... così brusca!
Esitò un istante, stretto il cuore da un vago sgomento. Poi disse: — Non m'avranno veduta... La Marchesa è tanto miope infatti. Ma le figlie?...
Procedeva lenta, a capo chino, cercando di persuadersi che decisamente esse non l'avevano veduta, e meravigliandosi in cuor suo dell'inquietudine di quel dubbio. E così non si avvide che qualcuno camminava rapidamente dietro a lei, per raggiungerla... Se ne avvide solo quando udì alle sue spalle una voce giovane, nota, inesprimibilmente cara al suo udito.
— Contessa!
— Ah! Roberto!
Si fermò. Una subita, folle emozione l'aveva colta; un repentino oblìo di tutto ciò che non fosse quella voce.
— Si può sapere dove va a quest'ora? — le chiese Roberto, mettendosele semplicemente a fianco.
— Oh! vado a casa. E voi, Roberto?
— Io?... vengo da lei, se me lo permette.