Roberto!... mormorò ancora una voce semispenta!

Ma Roberto non l'intese. Era al Club cogli amici.

***

La duchessa d'Accorsi diede una grande soirée extra per annunziare ufficialmente le nozze di sua figlia. Passò in persona, un momento, dalla contessa Serramonti per invitarla verbalmente, e rimase molto, ma molto attonita udendo da Elisa stessa ch'ella non avrebbe forse potuto approfittare del gentile invito. Partiva.

Partire! Ma che! non poteva crederlo. Partire ora, sul finire del carnevale e nel più bel momento della stagione. Impossibile! Sarebbe un dispiacere immenso per lei e per Marina se la loro cara Elisa non assistesse a quella festa. E ora ch'era sì bella, sì brillante! Ah! non l'avevano mai vista così bella, così fresca. Era l'opinione di tutti; un vero incanto.

La Duchessa ripeteva infatti ciò che da qualche tempo era la vox Dei della società fiorentina. Ma il complimento non era giustificato in quell'istante. Elisa non era nè giovane, nè bella. Dimostrava tutti i suoi anni, forse più dei suoi anni.

— Parto, — disse ancora. — Vado da una mia zia, malata, alla quale ho da lungo tempo promessa una visita.

— Malata... molto?... — chiese la Duchessa col suo formidabile sorriso.

Elisa non sapeva mentire. Arrossì.

— Sì... piuttosto gravemente.