Si voltò verso Roberto.

— E voi? — gli chiese a bruciapelo, — vi assentate pure?

Colto all'impensata, lì per lì, il giovine fu per tradirsi, esclamando ciò ch'era nel suo cuore. E solo un suo vago istinto salvò la donna ch'egli stava per compromettere agli occhi della sua nemica.

— No, — disse tranquillamente, — rimango.

— Ah! — disse la duchessa, dandogli una stretta di mano, che gliela lasciò indolenzita, — ecco un bravo figliuolo che non diserta al momento del pericolo.

L'ambiguità di quella frase fu subito corretta: — Parlo del mio ballo, naturalmente. E ora decisamente vi lascio. Fate le mie parti, Rescuati, presso questa bella ostinata. Ragionatele, ammonitela, e sopratutto persuadetela a rimanere. La persuasione, oh... sono certa ch'è il vostro forte!

Baciò Elisa teneramente. Mentre la baciava, le sussurrò a mezza voce: Adorabile!

Elisa accompagnò la Duchessa sino all'uscio, e sostenne le sue frasi d'addio, un ultimo sforzo di lei, concretato in una rapida eloquente occhiata gettata verso il salotto ov'era rimasto Roberto, in attesa del ritorno di Elisa.

Elisa era affranta. Ma la Duchessa si mordeva le labbra scendendo le scale.

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