Pure quei momenti, quelle concessioni pietose di Elisa sortivano talvolta un effetto contrario. La reazione prendeva inaspettatamente un'indole pericolosa. Roberto si esaltava facilmente: c'era un pericolo, ravvisabile ora... nell'ardore con cui egli ne approfittava, e nell'esigenza con cui li voleva rinnovati, prolungati il più spesso possibile. Un non so che d'imperioso, di tormentato veniva sempre a galla, ora, in quei colloqui quasi furtivi e in cui Elisa, nel fanciullo tenero, amoroso, vedeva lampeggiare un altro essere, un uomo che soffriva, che si frenava, ma tormentosamente, alle prese con un segreto volere, con un'aspirazione impetuosa non determinata, no, ma prepotente. Egli diventava allora irrequieto nei modi, con un non so che di aspro e insieme di snervato, aveva delle mezze frasi amare, sragionevoli, che Elisa rintuzzava dolcemente come se non le prendesse sul serio, ma che lasciavano non solo nel suo cuore, ma in tutto l'esser suo, un'impressione acuta, scottante, un senso vagamente appassionato e pauroso.

Intanto, zia Balbina non poteva trovare appiglio al contegno di loro due; era incensurabile.... ma, tant'è, quell'intimità, quella confidenza di lui, quella condiscendente bontà di lei... due o tre misteriosi sorrisi scambiati fra loro e colti a volo, le davano un certo pensiero.

E anche nei suoi rapporti con lei, Elisa non era più la stessa. Sempre deferente e rispettosa, piena di premure pel suo benessere, docile a qualunque espresso o solo accennato desiderio, poteva dirsi tuttavia una nipote esemplare.

Ma la remissività antica, l'adesione assoluta alle viste della zia erano scomparse. Elisa evitava con molta cura le discussioni che zia Balbina cercava talvolta d'intavolare su argomenti delicati e che avrebbero potuto condurla su un terreno scottante. Vigilante anch'ella, odorava l'agguato, e si sottraeva, per istinto più che per altro, per un vago, codardo terrore della brusca cessazione dei suoi dubbi, per la paura di veder concretati, in forma precisa, i doveri assoluti della situazione. Il che non era eroico, certamente.

Ma a retroguardia di questo, c'era un altro sentimento, una naturale reazione di amor proprio di donna, una ribellione segreta contro quell'intervento non chiesto, e quell'inquisizione, che l'offendeva anche nel pudore delicato di quell'amore ch'ella aveva voluto mascherare a tutti e persino a sè stessa, che era la sua gioia e la sua tortura, feconda di emozioni, di angoscie intimissime, appartenenti ad un genere pel quale il linguaggio non ha parole, nè analisi possibile la scienza psicologica, tanto sono misteriose ed indefinibili le sue vibrazioni.

Pure, di queste emozioni, il mondo aveva avuto sentore prima ancora di lei, le aveva, colla brutalità logica de' suoi giudizi, spiate nel suo cuore. Snaturandole col solo alito suo, ne aveva fatto un balocco per suo uso speciale, uno scandaletto piccante, a cui alcuni non prestavano, altri fingevano di non prestar fede.

Ma la storiella, coi suoi vari aspetti, correva pei salotti. Ed Elisa lo sapeva, ed era per quella donna uno strazio senza fine. Reagiva bensì colla coscienza della sua battaglia, ch'era ancora una vittoria. Nella superiorità del suo spirito sì forte, poteva trovarsi, assieme all'acuto dolore, anche il disprezzo della calunnia. Ella poteva, dopo tutto, ignorarla!

Ma la cosa era diversa, ora, di fronte a zia Balbina.

***

Avevano recata la posta.