La guardava dall'alto in basso, così dicendole, con una posa da grande inquisitrice.

Elisa ricamava con molta diligenza.

— Il mio decoro? — ripetè, guardando bene in volto, anch'ella, la sua interlocutrice. E nel suo accento c'era una vibrazione che zia Balbina udiva per la prima volta in quella voce.

— Sì — ripetè severamente — il tuo decoro! Credi che faccia bell'effetto vederti quel blanc bec sempre appiccicato alle tue gonne? La tua condotta, mia cara, è per lo meno assai leggera.

Una lieve tinta di porpora salì alle gote di Elisa.

— Le piace giudicarlo tale, — rispose pacatamente. — Me ne duole assai, ma mi permetterà di farle osservare, cara zia, che sinora...

— Sinora, per l'appunto. Ma sinora non è tutto nella vita. Si è sempre a tempo per far ridere la gente. E tutto ciò, sai, ha un po' di ridicolo... non ti pare?

Avanti, zia Balbina, coraggio. Un altro millimetro. A momenti ci siamo, al punto voluto. Guarda com'è già pallida la donna a cui stai parlando.

— La prego, zia, — disse Elisa brevemente, — vogliamo lasciare quest'argomento?

— No, — rispose zia Balbina, — bisogna esaurirlo anzi. Son venuta apposta per sincerarmi.