Era completamente vestita da viaggio, col cappello in capo. Dietro la veletta si vedeva una faccia pallida e sbattuta, la faccia di chi ha passata una notte insonne.
Essa andò diritta verso zia Balbina.
Qualcosa nello sforzo, nell'espressione affranta del passo della nipote, fece vibrare nell'animo della zia una corda che ben di rado soleva vibrare in lei. Ed era del pari stanca, come sfinita, la voce che disse tranquillamente:
— Zia... parto con lei.
La presenza di Viola rendeva impossibile una spiegazione.
— Certo — disse soltanto zia Balbina — che bella sorpresa!
E partirono assieme, veramente.
***
Solo più tardi, alla stazione di Pisa, quando la cameriera scese per andar a prendere qualcosa per le signore rimaste nel vagone, zia Balbina si rivolse ad Elisa:
— Vieni da me — ben inteso!