Ora, era una giornata splendida. Il vento sciroccale s'era lasciato dietro nell'atmosfera un tepore estivo, insieme ad una tersità singolare, in seno alla quale l'assieme ed i dettagli del paesaggio parevano assumere un rilievo marcato. Ancora, di tanto in tanto, una brezza si levava non più impetuosa, leggiera. S'alzava, metteva un fruscio nell'aria, un tremore nelle foglie, una impressione come di bacio caldo sulla fronte di Elisa, poi scompariva.
Ella camminava lentamente pel viale. Non aveva scopo. Sentiva solo bisogno di muoversi, di stancarsi. A mezzo il viale, le venne veduto un sentiero, che, tagliando di sbieco la discesa, la faceva più corta. Si mise per quel sentiero, dando le spalle al viale che aveva testè abbandonato. E così non vide subito qualcuno che, camminando frettolosamente pel viale, nella direzione contraria a quella da lei lasciata, si fermò improvvisamente scorgendola, e prese a seguire collo sguardo tutti i suoi movimenti
Ella andava sempre, lentamente, per quel sentiero. Allora egli le tenne dietro, cautamente, senza fare strepito, camminando sull'erba, che dissimulava meglio i suoi passi giovanili, impazienti.
Elisa sostò ad un tratto... Egli sostò pure, sorridendo... aspettando... Uno di quei lievi soffi d'aria calda passò fra loro. Elisa sentì un leggero brivido.
Si voltò, e vide Roberto.
Ebbe l'impressione d'un sogno, d'una visione. Mandò un piccolo grido, e protese inconscia ambo le mani, mentre la sua faccia tradiva tutto... tutto.
Egli le aveva prese le mani in una stretta appassionata, mentre ella tremava come una foglia, con un sorriso vago. Poi, rapidamente, le loro labbra si erano unite... senza progetto... senza volere di alcuno dei due. Così... perchè si amavano. E in quel secondo, incosciente e supremo, Elisa ebbe il primo bacio d'amore della sua vita... il primo fiore dell'ultima primavera.
Stettero le sue sulle labbra di Roberto... Stette ella così, stretta al cuore di quel fanciullo. Negli occhi di quella donna non c'era ira di sorta. Non fu in entrambi, per un istante, che una dolcezza ineffabile, la tenera, sacra gioia, di rivedersi, di ritrovarsi, d'essere ancora assieme, la confessione, il compenso di ciò che avevano entrambi sofferto, divisi...
— Cara... — mormorò Roberto con profonda emozione — perchè sei andata via così? perchè non sei tornata? Lo sai pure che non posso stare senza di te... Lo sai pure che ti amo!
Suonava la dolce, la suprema parola, la nuova, ardita formula confidenziale, nel tepore dell'aria sì mite, sì trasparente... L'udiva Elisa, rivolta a lei, l'udiva calda, vibrante, sincera... Vedeva quei grandi occhi bruni, cinti di appassionata penombra, versare nei suoi, a immensi fiotti, l'espressione di un sentimento, di una vita, di un mondo... l'amore!...