Sulla discesa i cavalli trottavano, Marina abbandonava la bella persona alle lievi scosse della carrozza, e pensava che la china degli anni si scende così, ch'ell'era stanca, inesprimibilmente stanca di... tante cose. E ogni tanto si presentava una probabilità, qualche cosa che pareva la fine... ma, sul punto di concretarsi, spariva. E il tempo passava...

S'era levato un venticello malinconico che se la pigliava colle ultime foglie, scordate sugli alberi dal suo predecessore. Ella guardava, pensando ancora: Così! Ma aveva ripreso a chiacchierare quietamente colla Contessa.

Andarono alle Cascine, ma il tempo inclemente aveva trattenuti in città molti dei soliti frequentatori. Poche carrozze al Piazzone. Le due signore non si fermarono molto alla passeggiata. La Contessa aveva premura di essere a casa e di chiedere a Plana come fossero realmente andate le cose. Poichè ella era sinceramente affezionata a Marina, e avrebbe voluto vederla maritata e fuori di quella benedetta casa d'Accorsi!...

Ve la ricondusse, cionullameno, e la giovane, congedatasi affettuosamente dall'amica, scomparve nel vano del portone. Elisa le tenne dietro, sin che potè, collo sguardo.

— Povera ragazza! — sospirò.

— A casa! — disse poscia rapidamente al domestico che attendeva gli ordini.

III.

La casa della contessa Elisa non era un palazzone. Un bel fabbricato signorile di stile moderno, nicchiato, con una leggiadra modestia di villa, in mezzo ad un giardino tutto cintato, il che lo isolava piacevolmente dalla via e dalle case adiacenti. C'erano molti sempreverdi, molti fiori e le mura erano quasi tutte ammantate di edere, pareva d'essere in campagna. Ciò piaceva tanto alla contessa Elisa, e i suoi fedeli salivano volentieri quella piccola scalinata dell'atrio, coi grandi vasi bleu di maiolica di Ginori, cogli arum sì belli e sì alti e le macchie di begonie e le belle lampadine pensili coll'edere sì verdi, e il capilvenere sì minuto, per poi penetrare in quella piccola fuga di sale arredate semplicemente, ma con molto gusto, e andar finalmente a parare in quell'amore di salottino in broccatello antico; tutto mezze tinte e cose gentili, e tocchi femminilmente artistici di addobbo e d'adornamento.

Appena scesa di carrozza, Elisa chiese al cameriere: — È venuto don Marcello?... — E udito che sì, mosse frettolosa a incontrarlo dove sapeva che l'avrebbe trovato.

Egli era infatti nel salottino ultimo. Appena udì quel passetto frettoloso, depose il volume che stava leggendo e si alzò, appena in tempo per ricevere, in piedi, la buona stretta di mano dell'amica.