Si arrestò bruscamente. Marcello non sorrideva più. Sapeva.
— Siete stata da Tecla Rescuati, nevvero?
— Sì.
Un filo di voce, sottilissimo per dir quel piccolo sì.
— Elisa, mia cara amica... voi avete un segreto!
Ella chinò il capo e gli occhi, come avrebbe potuto farlo da fanciulla, a vent'anni. E non era un anacronismo, non una stonatura. E c'era pure in quel moto una gravità nobile e dolce di donna matura alla vita.
Non si contraddicevano quelle due sfumature sì eloquenti d'espressione.
— Non me lo volete dire?
Attese un istante; poi proseguì, sommessamente, come un confessore:
— Volete che ve lo dica io? non volete proprio dirmelo, che io aveva indovinato?