Elisa buttò dispettosamente il guanto, testè toltosi, sul tavolino prossimo.

— E dàlli.... anche lui, con quest'anima! È una scusa così comoda, ora. Che anima volete che abbia una povera ragazza al giorno d'oggi, coll'educazione che le si dà, colle leggi assurde che ha fatto la società! Vi accerto che Marina è una giovane piena di cuore, e ha dei bellissimi sentimenti, e il vostro amico non capisce...

Don Marcello incrociò le braccia sul petto in atto sì comicamente umile che la contessa dovette far bocca da ridere.

— No, no, vi assicuro..., sono contrariatissima. È un giovane simpatico, intelligente.

— Avete detto testè che non capisce niente.

— Un eccellente partito!... Mi rincresce all'anima. Fortuna che Marina non ne sapeva nulla.

— Uhm!...

— Ma no, vi accerto. Non le abbiamo fatto il più lieve cenno...!

— Tant'è.

— Dio, che ostinato!... Se vi dico che non ne sapeva nulla. E dopo tutto egli poteva non piacere a lei. Non è mica un Adone, il vostro amico. Scommetto ch'ella non lo avrebbe voluto.