— Perdereste la scommessa. — Ella sarebbe stata meno esigente di lui.

— Oh bella questa! Perchè?

— Perchè di sì... E se ci pensate un momento, converrete meco...

La Contessa pensò un momento, e in cuor suo convenne ch'egli non aveva torto. Ma scosse ancora il capo, dubbiosamente.

— Siete ingiusto per lei. Non l'avete mai potuta soffrire.

— Perdonatemi; non è esatto. Ho di lei molta stima, non avrei, se fosse altrimenti, pensato a proporla in moglie ad un mio amico. La benevolenza di cui l'onorate è la sua più valida commendatizia. Nelle sue speciali circostanze ella ha sempre dimostrato un tatto ed un senno commendevoli. Ma se fossi stato al posto di Fedimari...

— Avreste fatto come lui?

— Precisamente, Contessa.

Una pausa tenne dietro a questa schietta dichiarazione.

— Ebbene — disse la Contessa dopo un momento, tutto ciò è molto triste. Io, vedete... detesto tutte queste cose, questa forma di progetti di combinazioni. Mi pare che sia quasi una profanazione.