Il giovane saluta i ritornati, cerca di prender parte ai commenti che s'incrociano vivaci sulla prova testè compiuta. Ma nella sua voce, nel suo sguardo c'è qualcosa che ispira ad Elisa un vago terrore, forse quello ch'egli possa tradire la propria intensa emozione. Non lo trattiene dunque quando egli in termini confusi, colla voce strozzata in gola, si congeda da lei.
— A rivederci — dice Elisa. E gli porge una mano.
Roberto esita un istante, poi prende quella mano, la stringe come se volesse spezzarla. Saluta profondamente e si allontana.
S'è appena dilungato di pochi passi, quando Pippo Gerri, testè sceso dal suo pinnacolo, interrompe uno squarcio di eloquenza ippica per chiedere alla Contessa, col solito suo entusiasmo, chi sia quel bel giovane che è testè andato via.
— Il conte Rescuati.
Pippo Gerri si volta, per guardarlo ancora, quel bel giovane.
— Ah! — esclama — è quello? Per Bacco! L'eroe del giorno, dunque? Eh, eh! non ha mica torto lei, quella signora. Pare impossibile! alla sua età! Saprà certo anche lei, Contessa.
Ma la Contessa lo guarda attenta, calma, non sa...
L'altro ride maliziosamente, ammiccando.
— Povero Dino Follemare. È rimasto in Inghilterra. Ah! les absents ont toujours tort, nevvero? D'altronde doveva aspettarselo di essere remplacé. Era evidente, che da tempo la seccava. E ora, vedremo se questa sarà realmente l'ultima sorpresa della Duches...