Poichè ella si sentiva in tutto colpita, oltraggiata, crudelmente punita. Poichè, dinanzi a lei, stava inesorabile la condanna di tutto ciò che aveva fatto, sentito, sofferto, la derisione irrecusabile di tutte le incongruenze e gli anacronismi dell'animo suo. Punita nella sua illusione di maternità, nella sua risurrezione all'amore, nel suo martirio, nei suoi scrupoli, nella debolezza del cedere finalmente a sè stessa, punita in tutte le contradditorie sincerità del suo cuore. E mentre ella diceva tutto ciò, Marcello l'ascoltava in silenzio, senza che un lampo di scetticismo passasse nel suo pensiero. Ah! egli sapeva la vita, egli conosceva la donna, la vera donna, quella che si serba, malgrado tutto, malgrado l'aria, il tempo, l'arte, il sangue di oggidì, oltre il livello della femmina, in un mondo che il mondo deride, che non comprende, la donna che il mondo soffoca talvolta, pur deridendola, nelle spire del suo bugiardo convenzionalismo, ma che rimane pur sempre, vinta o vincitrice, applaudita o fischiata, la donna del vero, di tutto il vero, egualmente donna, egualmente grande nel sogno, nell'errore, nella gioia, nel sacrifizio dell'amore.
Elisa difendeva Roberto:
— No — ripeteva angosciosamente, — non è colpa sua. Quando si è giovani, si può ingannarsi. Perchè avrebbe dovuto indovinare? Io, allora, quando gli scrissi, ero sicura, non sapevo di mentire a lui e a me stessa. Veramente credevo... Perchè l'amavo, l'amavo!...
— Egli non meritava quell'amore, — disse gravemente Marcello Plana. — Pensate a ciò; provatevi.
Ella si provò a pensare a questo, ad evocare il suo orgoglio, a sentirlo straziato sotto il peso di quella tremenda mistificazione.
Inabissò il volto fra le mani, e stette muta a lungo, con una piccola contrazione nervosa delle spalle.
Ma poi sollevò un volto grave, sicuro, e disse quietamente:
— Non posso, Marcello. Egli più volte è stato forte e buono!... Più volte ha avuto pietà di me! Mi ha amata, malgrado la mia età, come comportava la sua; mi ha offerto il suo cuore, la sua vita, il suo nome! La colpa è tutta mia. Io, dovevo sapere.
Il suo dolore, s'era fatto grave, tenero, indulgente, parlando di lui. Una dolcezza misteriosa di lagrime illuminava il suo sguardo.
— No, lui! — esclamò... non posso... — E se anche in questo frattempo, anche in sì breve tempo io avessi indovinata nel suo cuore una passione, una simpatia per una donna giovane o una fanciulla, oh avrei saputo comprendere, continuare in silenzio, felice del mio sacrificio, del mio segreto non tradito, il mio primo sogno, quello della madre. Ma lei!... Marcello, lei!!...