Colà venne a dirle addio, una sera, Don Marcello Plana. Partiva il domani per Milano.
Qualcuno era testè escito dal salotto. La Contessa e Don Marcello, soli ormai, parlavano di quel «qualcuno». Don Marcello le chiedeva, sorridendo, che impressione le avesse fatto Roberto Rescuati: quel suo figliuolo.
Accentuava, con una intonazione alquanto ironica, questa parola, godendo visibilmente del lieve imbarazzo che si dipingeva sul volto di lei e ch'ella tentò celare, spostando la domanda: — Piuttosto, che ne pare a voi?...
Ma egli insistè:
— Chiedo scusa, è la vostra opinione che occorre anzitutto. Suvvia, compromettetevi.
Ella esitò un istante.
— Non saprei — disse poscia. — Mi pare un giovane... come tutti gli altri.
— Saggia risposta, degna di una sibilla indulgente. Ora vi darò la mia. Quel giovane è bello, più bello degli altri!
— Trovate?... — chiese Elisa con sincera meraviglia.
— Trovo. Ha bellissimo fattezze, un corpo da Antinoo. Appartiene ad una razza forte, non degenere fisicamente.