— È molto giovane — rispose con dolcezza — e in questi giorni sta organizzando la sua nuova dimora. Io stessa lo vedo assai poco.
— Male, — disse la Duchessa ridendo. — Mi hanno detto ch'ella ha molto a cuore l'avvenire di quel giovane.
— È vero — rispose Elisa. — È il figlio della mia migliore amica.
— Oh! naturalissimo che abbia dell'interessamento per lui. Ebbene, giacchè è così, mi permetta un consiglio. Lo esorti a frequentare la buona società. Ciò lo salverà forse dai pericoli della cattiva. Pare, che sia già un pochino sulla via di questa. Noi, naturalmente, ignoriamo tutto ciò, e parlarne a lei è una vera profanazione; ma ho sentito da questi scioperati... Carina, sa... oh! ha buon gusto il suo protetto, una colonna della Compagnia Scalvini! Una cosa da nulla, s'intende! Questione di un po' di tempo e di quattrini sciupati. Il suo protetto se la caverà benissimo come gli altri e tornerà, da buon figliuol prodigo... all'ovile. Ma bisogna proprio che scappi, ho fatto tardi. Come son contenta d'averla veduta! Un amore quel suo mantello. Laferrière, nevvero? Si capisce lontano un miglio. Marina l'aspetta pel concerto martedì. Cara Contessa...
Le strinse la mano calorosamente, e se ne andò contenta. Stava meglio, ora, dei suoi nervi.
***
Ah! quell'orribile Augellin Bel Verde! Non solo dovette udirne parlare quella povera Contessa, ma un giorno fu proprio costretta a vederlo.
A tutt'altre sorti era stato predestinato quel giorno. Elisa lo aveva scelto, fra tanti, per la sua famosa gita a Vincigliata.
Conosceva personalmente il proprietario dell'antica dimora medioevale, da lui ritornata, con sì profonda e splendida intelligenza della storia e dell'arte italiana, all'antico essere. Non aveva d'uopo, per penetrare in quella splendida residenza, del permesso, limitato pel volgo dei curiosi ad un solo giorno della settimana. Il proprietario di Vincigliata si reputava fortunato, quando poteva farne personalmente gli onori, alla contessa Serramonti ed a quanti amici suoi ella volesse far partecipi del privilegio. E di questi amici ella aveva fatto stavolta un'accuratissima scelta.
Tre signore e quattro uomini. Lei, Marina Negroni e mad.e Cholet, la sapientissima moglie di un arcisapiente professore belga, venuto a Firenze per certe ricerche sui fasti Medicei e raccomandato alla Contessa da un vecchio collega del padre suo. Il comm. Gerra, il duca di Sant'Eremo e Roberto Rescuati.