— Non ti ho fatta una raccomandazione superflua, — insistè la Duchessa. — Ci sono dei casi in cui la semplice verità costituisce la migliore delle astuzie. Ma veniamo al fatto. Il conte Rescuati, per una ragione o per l'altra, non pensa a prender moglie e non pensa a te. Così è, nevvero?
— Così è, infatti. E poi?
— Allora tu, naturalmente, rinunzi...
— Scusa. Il termine non è esatto. Non sono io che rinunzio, è lui che non ci ha mai pensato; io non sono in causa.
— Sta bene. Ma (la domanda non ti sembri strana, non lo è) ti spiace questo fatto, più di quanto comporti lo svantaggio materiale della circostanza? Non hai provato per quel giovane.... No, non affrettare la risposta, pensa un momento, prima di rispondere.
Marina attese, infatti, docilmente un momento. Ma solo per adottare, immutabile, una linea di condotta.
— No, — disse poscia con tutta la voluta posatezza, — non ho provato nulla.
Mentiva ora, alteramente, per un senso d'intimo orgoglio, perchè, anche se non era, doveva esser così. Mentiva e a sè stessa ed alla madre sua. Roberto aveva avuto uno strano privilegio, senza saperlo e senza cercarlo. Aveva destata una segreta emozione, forse la prima, nel cuore di donna Marina Negroni.
— No, dunque? — insistè la madre...
— No, — rispose tranquillamente la figlia.