Si mise a ridere, colpito dalla meraviglia del suo ardire.

— M'invito da me... eh!... questa è curiosa?

— No; lo sapete che mi fate tanto piacere — rispose vivamente Elisa. — Venite martedì. Ho qualcuno, qualche amico.

Sul franchissimo volto di lui passò una smorfia involontaria e questa smentiva così palesemente il suo cerimonioso chinar del capo, quale atto di assenso, che la Contessa diè in una bella risata.

— No, no, dite pure, per me è precisamente lo stesso, un altro giorno o quello.

— Ah! — diss'egli, incoraggiato — proprio... davvero? Un giorno, per esempio, ch'ella non avesse nessuno... per l'appunto.

Ella lo guardò meravigliata.

— Ma, vi annoierete — disse sincerissimamente.

— No, — disse Roberto. — Delle persone forastiere ne vedo tutti i giorni al restaurant e la sua è tutta gente...

— Nuova... per voi... — suggerì pietosamente Elisa, vedendo che il giovane s'arrestava, temendo di esser trascinato dalla propria sincerità. Ma certo. Ebbene, facciamo così. Venite quando volete. Se passate di qui a quest'ora, ricordatevi di me. Addio, Roberto.