— Ed ora — gli disse la Duchessa, terminando la perorazione con un sorriso, il suo sorriso di domatrice d'uomini — ora che sei pienamente al fatto della cosa, tu parti, nevvero?

Attese un istante, poi corrugò la fronte. Che!... esiterebbe forse... colui?

Pur troppo, egli esitava. Nel suo sguardo, per quanto affascinato, perdurava una inquietudine. E, per una volta, il docile, supino spirito trovò il coraggio di una resistenza.

— E se rimanessi, invece?

Essa lo guardò, con serenità veramente olimpica. Rispose, adottando senza transazione il freddo voi ufficiale:

— Padronissimo, mio caro. In fondo, ciò nulla muterebbe. Ma, come vi ho detto, ho d'uopo del campo libero. Vi sentite di non intralciare i miei progetti?

La domanda era categorica. Dino alzò su Ginevra uno sguardo pieno d'angoscia.

— Farò di tutto — mormorò.

— Non basta far di tutto — ribattè recisamente la Duchessa — bisogna che così sia. Ciò che vi dissi è la verità. Peggio per voi se non la credete. Io non mi curo di mentire... per così poco.

— Vi è facile chiamarlo così — rispose Dino. È poco infatti, per voi. Ma per me...