— Dicevi, mamma?...

— Dicevo, mia cara Marina, che non è il caso di perder tempo. Eccoci dinnanzi ad una nuova occasione. Speriamo che tutto andrà bene, che il giovane ti piacerà...

— Mi piacerà — interruppe freddamente Marina.

— Davvero?... Allora tanto meglio. Voglio sperare ch'egli non sarà meno determinato di te. Il partito è eccellente. Sono però, te ne avverto, gente dell'altro mondo. Vivono in provincia e hanno delle idee... Ti senti di adottarle?

— O di farle mutare, — rispose Marina, dopo un istante di riflessione.

La Duchessa guardò sua figlia con un sorriso enigmatico. — Tanto meglio — disse poscia — sarà un bene per loro. Ora, solo resta ad augurarsi che la cosa si faccia. Ti confesso però che vorrei vederla in altre mani. La contessa Elisa è un angiolo di donnina. Non sa come ammazzare il tempo, sa che non sei felice e...

Un rossore passò sul volto di Marina.

La Duchessa rideva.

— Ma sì, cara, cosa importa? Tanto meglio se hai rappresentata bene la tua parte, muta s'intende, di vittima interessante. D'altronde, hai sempre avuta la manìa della brava gente. Te la contrasto forse? Anzi, può essere che abbi tutte le ragioni. A proposito, spero che avrai data un'occhiata alla Guida e che non ti lascerai prendere alla sprovvista in fatto di nozioni artistiche. Ed è inteso che ignori tutto, nevvero? che il vostro incontro è dovuto alla più fortuita delle coincidenze?

Marina assentì con un cenno del capo.