Finalmente gli parve d'aver trovato. Sulla scrivania dell'amico Dino stava, riccamente inquadrata, una fotografia della Duchessa.

Neri l'afferrò con una gran risata e sclamò energicamente:

— Come, ancor qui l'infida?

Dino gli tolse tranquillamente di mano la cornice e la rimise al suo posto. Non aveva schiuso labbro, ma s'era fatto pallido e sulla sua fronte si venivano addensando certe linee che avrebbero facilmente ammonita una persona di buon senso o un vero amico.

Ma Neri Speroni non voleva venir meno alla sua riputazione di stordito incorreggibile. Ci teneva caramente.

— Lo sai — continuò con un ghignetto confidenziale — che oggi la Duchessa va a fargli vedere la villa Palmieri? Ceneranno, pare, lassù! Come mai hanno scordato d'invitarti?

Si fe' più intenso il pallore sulla faccia di Dino. Ma egli si frenò.

— La Duchessa — disse quietamente — è padrona d'invitare chi le pare e piace.

Speroni depose il panatelas e fece un grande inchino.

— Corbezzoli! Vedo con piacere che sei molto filosofo. Del resto, tutto sommato, hai tutte le ragioni. Non sarebbe certo il caso di prendersela a cuore per una...