«Penso alla mia ch'è passata da tanto tempo e che è sì lontana, ormai, che non mi par quasi neppure d'averla vissuta!... E (vedete che sciocchezza) mi par quasi, quando sono con Roberto, ch'essa ancor si ricordi di me e mi saluti da lungi.... Direte che faccio delle digressioni, nevvero?... Infatti; è assurdo. Forse m'indugio apposta, per parlarvi il più tardi possibile di ciò che mi avete chiesto nell'ultima vostra, del mio famoso progetto per Marina. Ecco qua: un altro fiasco.

«Non mi canzonate, non sarebbe generoso. Ne soffro già abbastanza. Fra quei due giovani non esiste simpatia di sorta. Invano ho tentato, con tutta la sincerità del mio buon volere...

Si arrestò, mordicchiando l'estremità del portapenna. Ma subito proseguì:

«Roberto non potrebbe in questo momento offrire a Marina un cuore degno di lei. Speriamo che si tratti di un capriccio passeggero, che più tardi, forse... Ma intanto io amo troppo Marina per non rinunziare provvisoriamente al mio sogno. Se foste qui, mi dareste ragione, ne son certa. Perchè non sarebbe decoroso, non sarebbe onesto! Nevvero ch'è impossibile, affatto impossibile?...

«Firenze comincia a farsi animatissima. Ci sono molti forestieri. I ricevimenti sono cominciati dovunque. Non vi faccio l'elenco, lo conoscete e sapete che dovunque si vorrebbe vedere la vostra altiera figura di conte di Saint Bris. Io non esco molto alla sera. Ho sempre i miei soliti e in prima sera qualche volta Roberto mi sacrifica una mezz'ora. Si è un pochino abituato ai miei fedeli, ma è molto più carino quando è solo...»

Si arrestò, udendo nelle sale vicine accostarsi un passo spedito, ch'ella conosceva ormai... tanto bene!

Depose la penna e sollevò lo sguardo sul grande specchio inclinato che poggiava sulla caminiera di fronte all'uscio d'entrata. Colà vide riflettersi lo scompiglio della portiera, sollevata da una mano impaziente, poi sbucar fuori la testa giovanile, sorridente di un uomo che recava fra le mani qualche cosa di roseo e di bianco. E un olezzo delizioso si fe' strada nella sala, assieme a Roberto.

Il giovane presentò alla Contessa un grosso mazzo di giacinti rosa e bianchi.

— Per me?... — disse la Contessa attonita, ma con un'aria sì lieta ch'egli si mise a ridere.

— Sì, signora, per lei. Li ho visti or ora, uscendo dal Club e mi son rammentato che un giorno mi disse che le piacevano. Non si sono sciupati... no? Tanto meglio. E adesso: un momentino e poi scappo.