— Non credo — disse poscia, con accento di assunta indifferenza. — Aspetto soltanto.

— Oh! aspettate! E cosa di grazia?

— Un'occasione. Ma non vorrei che arrivasse in ritardo per me. Ciò farebbe il giuoco di quell'imbecille.

La Duchessa alzò le spalle.

— Non dite corbellerie, Sacha. Volete invece un consiglio? Il consiglio di una buona amica?

Egli ebbe un moto del capo sì espressivo, uno sguardo sì vivace, sì pieno di comica malizia interrogativa, che la Duchessa non potè reprimere uno scoppio di risa.

— Grazie! — esclamò. — Ma ho voglia di consigliarvi e se il consiglio non vi pare da vera amica, non lo seguirete, ecco tutto. Ci tenete realmente a dar sui nervi a Roberto Rescuati?

Un eloquente scintillar dello sguardo di Sacha fu la sua risposta.

— Ebbene, udite. Avete portato via a quel giovine una bestia ch'egli voleva comprare, poi, mi fu detto, un appartamento che desiderava prendere a pigione. Non c'è male. Ma non avete pensato a un'altra cosa... qualcosa di molto più elementare.

Egli non comprendeva ancora.