— Sarebbe?... — chiese ansiosamente.

Ella rise in modo bizzarro. — Andiamo, via. Che proprio, colla vita che avete fatta, non abbiate a supporre ciò che può premere ad un giovane, oltre i cani e la casa...

Non essa, ma un lampo del suo occhio grigio completò la frase.

— Ah, triplice imbecille che son io! — sclamò Sacha balzando in piedi. — Non averci pensato prima! Ma certo! l'Augellin Bel Verde!

Ella assunse un'aria scandalizzata. — Oh... oh... Sacha! — Ma rovesciò il capo sul cuscino della poltrona, ridendo sonoramente.

***

— Ebbene? — gli chiese quindici sere dopo, quando furono soli per un momento nel palco di lei, al Niccolini.

Egli era trionfante.

— Colpo riescito! — rispose più drammaticamente dell'attore che agiva sulla scena in quell'istante. — Ma ce n'è voluta dell'eloquenza! Figuratevi; sosteneva d'esserne innamorata! E poi, vedete, credo che trovasse la mia proposta non troppo vantaggiosa, viste le probabilità di pronta recessione nell'avvenire. Ed io ho sì bene compresi i suoi sentimenti che le ho fatta una modesta rendita per clausola testamentaria. Ciò l'ha decisa e ora siamo eccellenti amici.

— Sacha! — disse la Duchessa quasi severamente.