IX.

Una domenica mattina, la contessa Elisa era a messa a Santa Maria Novella. Stava inginocchiata divotamente nella Cappella dei Rucellai, appiè della gentile Madonna, ch'è un dei pochi dipinti autentici del Cimabue. La messa era sul finire, quando parve alla Contessa di udire, dietro a lei, raccostarsi di un passo che le era noto.

Roberto! pensò meravigliata.

All'Ite Missa est, mentre s'alzavano pochi divoti riuniti nella cappella, quel passo si accostò maggiormente ed Elisa non ebbe d'uopo che di una leggera flessione del capo per avvedersi che non s'era ingannata.

Era Roberto infatti. Scambiarono un saluto ed un sorriso.

Ella abbreviò alquanto il suo ringraziamento, si alzò e disse:

— Che novità — con voce sommessa, lieta come era lieto in quel punto l'animo suo.

Egli si scusò, quasi.

— L'ho vista entrare... e non c'ero ancora stato in questa chiesa.

— Oh! — diss'ella scandalizzata — volete vederla ora? volete che vi faccia un po' da cicerone? Oh, un poco solamente, le cose principali.