Egli annuì con aria di comica rassegnazione.

E non ebbe a pentirsene. Il cicerone non fu nè pedante, nè indiscreto. Non era noioso il procedere con lei per l'ampia navata, sotto quell'austera e meravigliosa intralciatura d'archi, che, scemando di dimensioni a misura che s'appressano all'altar maggiore, offrono all'occhio una prospettiva assai più prolungata del vero. Nello sfondo delusivamente lontano allo sguardo, dell'altar maggiore scintillavano tremule le facelle dei ceri e la melopea d'un canto corale, seguito in sordina da un velato accompagnamento d'organo, si diffondeva, austeramente armoniosa, pel lungo e divoto spazio. Ogni tanto si vedeva una virile figura claustrale, intonacata e incappucciata di bianco, passare rapida oltre le cappelle, andare o venire dalla sacristia, l'artistica e suggestiva figura del Domenicano...

La Contessa accennò a Roberto solo le cose principali. Trattenuta da un benevolo desiderio di non annoiarlo, non si dilungava in quelle spiegazioni raffinate che le avrebbe permesso il suo vasto corredo di cognizioni storiche, ma i pochissimi particolari che diede al suo compagno erano improntati dell'intimo sentimento del soggetto e sul suo volto intelligente era il raggio del senso d'arte, in lei sì fine e comunicativo. Egli pensava ch'era bella... la Contessa e punto noiosa.

Fecero insieme il giro della chiesa.

All'altar maggiore, si fermarono ad osservare gli affreschi del Ghirlandajo, ed ella ebbe cura di accennare al suo compagno le figure in cui il pittore volle tramandate ai posteri le fattezze di due grandi suoi contemporanei, Marsilio Ficino ed Agnolo Poliziano; ma Berto trovò irriverentemente che avevano l'aria un po' rimminchionita tutti e due. Ma alla cappella dei Gondi, di fronte al Crocefisso del Brunellesco, quel pezzo d'anatomia, nero e incartapecorito come un vecchio cadavere e che sembra riassumere in sè tutto lo spirito del verismo ascetico del suo tempo, Roberto frugò nella memoria e vi rinvenne un brano delle Antologie che avevano infestata la pace della sua adolescenza.

— Ah! — disse — quello della scommessa con Donatello!

Elisa ebbe un piccolo trasporto di gioconda meraviglia.

— Ah! sapete?

— Questo sì... Ma nient'altro, sa; nient'altro!...

Senz'avvedersene, avevano alquanto alzata la voce e una vecchia pinzochera, che labreggiava rosari lì accanto sui gradini dell'altare, si voltò a guardarli severamente.