— Che ora sarà? — chiese a Roberto. — Non ho qui l'orologio.
Egli trasse il suo e lo guardò, ma non disse l'ora.
— Cosa le importa? disse. — Non si sta bene qui?
— Oh sì — rispose Elisa ridendo. — Ma deve esser tardi.
— Ebbene, scusi, che obbligo ha di rientrare a ora fissa? Ovvero sta male qui?
— Oh Berto!... Ma è tardi, me ne accorgo. E poi, guardate, mi pare che si guasti il tempo.
Accennò col suo ombrellino una massa di nubi che andava formandosi compatta e che velava sui loro capi l'azzurro del cielo.
Ma egli non se ne inquietò affatto. Non aveva sufficiente esperienza della rapidità colla quale si scapriccia il tempo fiorentino.
— Passeranno! — disse con grande filosofia.
Ella insistè, cionullameno. Le pareva che l'aria mossa, frizzante le dicesse all'orecchio: Andatevene, voi due.