S'indugiava, come suo malgrado, presso la carrozzella. Elisa gli porse una mano.

— Allora, addio Roberto... e grazie della cara compagnia. È stata una giornata piacevolissima, e... se sapeste come mi ha fatto piacere! Mi avete fatta rivivere una specie di gioventù... Non venite proprio?... Dunque, a rivederci presto, nevvero?...

Egli s'inchinò, mormorando qualche parola cortese, poi si ritrasse con un cerimonioso saluto. La carrozza mosse celere verso via Toscanella. La Contessa frenò un impulso, quello di sporgere il capo fuor dal mantice calato per vedere ancora una volta quella bellissima faccia di Roberto Rescuati. Non lo fece; si spinse indietro, rannicchiandosi nel suo cantuccio.

— Come è capriccioso; — pensò, — come si è stancato così ad un tratto! Ma... è libero, ora, è libero...

Come strepitava lieta la piova sul lastricato, come trottava allegro il ronzino del fiaccheraio! Come echeggiavano sonore nell'aere le sue scudisciate! Perchè si era stizzito, all'ultimo, Roberto? Glielo chiederebbe subito la prima volta che verrebbe da lei: domani, forse...

Ma nè l'indomani, nè dopo, Roberto venne da lei. Invano ella non uscì per attenderlo, invano, ad ogni oscillazione della portiera riflessa nello specchio, ella alzò il capo, quasi commossa, nell'attesa del noto e simpatico aspetto. Il suo capriccioso figliuolo pareva avere scordata la strada della palazzetta in via S. Gallo.

Lo attese, stette in casa parecchi giorni, per non perdere la sua visita. Strano che le mancasse così... Perchè non veniva più? Se lo chiedeva ogni tanto con una specie di bizzarra angoscia. — Pure, ora... era libero. — Come occupava il suo tempo?

La domanda la crucciava, iterandosi di frequente nel suo pensiero... Ora la riferiva a Tecla... ora al suo progetto per Marina. Sicuro; per Marina. — Perchè anche stavolta le cose non si mettevano bene. — E forse un pochino per colpa sua... perchè non s'era adoperata abbastanza. — E ora correva una voce strana, di uno strano matrimonio in vista per la giovane Negroni. E se fosse colpa sua quel matrimonio... colpa di una vendetta del destino sul suo poco zelo, sulla sua negligenza a procacciare il bene di Marina, la felicità di Roberto?

Un timore la coglieva quando pensava a ciò.

X.