L'intonazione dell'accento era alquanto monella.

Ma la contessa Elisa non incoraggiava le monellerie. Finse di non aver capito e fece ancora l'elogio del buon gusto e della speciale arte di ricevere nella quale decisamente la duchessa d'Accorsi non aveva rivali. Poi gli chiese dolcemente:

— Avete visto come è splendida stasera Marina Negroni?

— Ah! — rispose egli con indifferenza. — Infatti, un magnifico granatiere.

— Avrete ballato con lei... spero?...

— Naturalmente, come padroncina di casa. Ma non so mai cosa dirle. Ora balla una conversazione col Principe tedesco. A proposito, è vero quel che si dice, che la Duchessa voglia far di sua figlia una Principessa regnante? Sarebbe proprio il colmo, nevvero? Dopo...

— Roberto! — interruppe vivamente Elisa con accento di rimprovero.

Egli rise. — Ecco com'è lei... Non si può dir niente. Bene; sia per non detto. Una bellissima festa. Com'è carino qui!

Era veramente carino: in quel gabinetto, tutto in raso azzurro pallido a riflessi perlacei nella luce discreta delle lampade dai globi velati di garze e di trine. Ci doveva essere negli angoli, nelle giardiniere, un'immensa quantità di mammole. Non si vedevano, ma un odore penetrante impregnava tutta l'atmosfera. A sommo del pâtè, sul quale sedeva la Contessa, un alto camerus diffondeva la pompa verdeggiante dei suoi flabelli. Una di quelle foglie lambiva quasi la delicata testina col suo piccolo chou di piume bianche, in mezzo a cui scintillava tremolante, sulla montatura a spirale, un limpidissimo brillante.

Ella era in bianco. Dietro, un lungo strascico di raso, davanti uno spumeggiare leggero di trine ricchissime, qua e là trattenute da grossi mazzi di piume bianche. Le trine salivano sino alla scollatura modesta, appena tracciata sulla bianchezza immacolata dell'epidermide. Il collo, d'una meravigliosa rotondità e di una freschezza quasi verginale, era cinto da una riviera di brillanti, non molto grossi, ma di una purissima acqua. Fra le mani ella teneva un piccolo mazzolino di giacinti rosa e un enorme ventaglio di madreperla coperto di piume bianche di struzzo. Forse non lo sapeva di essere così squisitamente attraente in quel momento, in quel luogo, colla dolcezza tenera del suo sguardo, al tutto accaparrata dall'attenzione ch'ella prestava a ciò che le andava dicendo quel suo figliuolo, che protestava d'annoiarsi.