Mentre si caricano i bauli, Milla si guarda attorno per ritrovare quel noto paesaggio. E in questo paesaggio vede la macchietta immobile di un palafreniere a cavallo. Guarda, le pare, non le pare, vede due occhi scintillanti, una faccia bruna:

—Oh!—dice sorridendo, commossa.—Drollino!

Drollino s'inchina profondamente, mentre una fiamma impetuosa arrossa la tinta bruna del suo viso. Milla avvicinandosi, gli dice:

—Oh, Drollino! come ti sei fatto grande!

Poi si ricorda di Mia, e gli chiede di Mia.

—Eccola—dice Drollino, accennando la sua cavalcatura.

Milla stende la mano come per accarezzar Mia, ed entrambi, palafreniere e Duchessa, sorridendo, si ricordano.

Ma i bauli sono caricati, e il Duca s'è sbarazzato del signor Damelli.—Milla! chiama con impazienza. Essa dimentica Drollino, dimentica Mia, li lascia sui due piedi senza salutare, e si avvicina a sua marito, che le offre il braccio, per aiutarla a entrare in carrozza.—Avanti,—ordina il Duca; e sulla strada polverosa, stretta, fiancheggiata dai vasti campi del grano ancor verde, i quattro cavalli trottano rapidi e pomposi. Drollino è rimasto dietro la carrozza, aspettando che una maggior larghezza della via gli permetta di oltrepassar l'attacco. Il landeau è aperto; ed egli vede il cappellone di piume nero e l'elegante berretto scozzese da viaggio farsi vicini uno all'altro, chinandosi, come se volessero intavolare loro la conversazione..., vede delle larghe spalle irrequiete e delle spalluccie fine che tremano un poco.... vedo dei profili in moto, delle labbra che parlano e sorridono. Ma, ad un tratto, il cappellone nero, come se avvertise un pericolo, si tira in là... bruscamente.

Allora il Duca, con un movimento d'impazienza quasi brutale, si volta.—Passa avanti,—dice ruvidamente a Drollino.

Mia si sente a figgere gli sproni nei fiacchi, si sente spinta in un passaggio strettissimo, che corre fra la carrozza ed i campi, a sinistra della via. Passa rapida come un lampo, e Drollino non vede la mano del Duca correre sotto l'ala del cappellone nero e posarsi, imperiosamente morbida, sulla spalla della Duchessa.