Olga non si scompose per nulla. Celò a meraviglia la sua viva irritazione, fu più serena, più affettuosa, più amabile che mai. Rispose sempre a tuono, ignorando i sorrisi, ostinandosi a non afferrare nulla più del senso letterale delle varie interrogazioni che le venivano rivolte.

Ma, in fondo al cuore, era furibonda. Con Milla, ben inteso. Cos'era venuto in mente a quella sciocchina d'invitarla ad Astianello per farle poi di quelle scene mute da vittima? E il bello era che lei non se ne curava per nulla di quello stolido di Giuliano, ed era animata delle migliori intenzioni. Lui, si sa, sfido io!

Olga aveva voluto provare, divertirsi un poco, nulla più. L'avevano invitata per far vedere che non la temevano; è naturale ch'essa desse loro una piccola lezione. Ma ora Milla, colle sue imprudenze, la metteva in una posizione falsa, seccante..., e quasi quasi meritava davvero....

Durante tutta la sera, quella valente schermitrice fu impareggiabile. Si mostrò così gentile, così naturalmente calma, seppe talmente manovrare, celando l'apparenza d'ogni manovra, che a poco a poco i più creduli cominciarono a dubitare. E giunta l'ora di separarsi pel riposo notturno, alcune fra le signore chiedevano a sè stesse:—E se non fosse vero?—Molti aspettavano l'indomani per decidere. Bisognava vederle di fronte.... Milla e la Baronessa. Davvero, sarebbe interessante. A domani, dunque. Intanto non ci si annoiava ad Astianello.

Ma l'indomani non fu apportatore della scena desiderata. Milla non si era alzata e la febbriciattola perdurava.

Giuliano era crudelmente imbarazzato. I suoi doveri di padrone di casa lo assorbivano in parte, occupavano buona parte del giorno; ma ogni tanto bisognava pure che salisse a tener compagnia a sua moglie, e quelle brevi soste nella camera azzurra non riescivano punto piacevoli. Eppure Milla continuava ad astenersi dalle scene; essa non gli rivolgeva mai la parola, non lo guardava. Era sfinita, non provava che un immenso disgusto, un imperioso bisogno di assopirsi, d'annientarsi nell'oblio. Oh! se avesse avuto sua madre! Se avesse potuto chinare sul seno d'una vera amica la sua povera testa così greve ed ardente e narrare, piangendo, la sua sventura! Ella, che aveva tanto d'uopo d'amore, di simpatia! Si sentiva, per la prima volta in vita sua, supremamente offesa.... Quando vedeva Giuliano, il suo orgoglio di donna onesta si ribellava, imponeva silenzio all'amore. Essa non poteva parlargli, non poteva guardarlo.... La forza della volontà aveva e serbava alzata una barriera che pareva di ghiaccio. Ma dietro a quella barriera, il povero cuore di donna sanguinava lentamente, in silenzio!...

Il giorno dopo, fu chiamato il medico del villaggio. Era un buon diavolo, onesto e capace. Giudicò, colla sua semplice esperienza, che la Duchessa avesse, più che altro, bisogno di riposo; e, vedendo che le circostanze, il tramestìo degli ospiti non si prestavano guari all'attuazione di questo desiderio, pensò di parlarne francamente al Duca. Ma il caso aveva disposto altrimenti. Nello scender le scale, s'imbattè in una vecchia signora, la quale prese a informarsi minutamente della salute di Milla, e finì coll'alludere discretamente alla possibilità d'uno stato interessante.

Povera contessa Nemi, ci teneva allo stato interessante di Milla! Ai suoi tempi, era il solo male che patissero le spose, ed essa non ne intendeva altri. Rimase dunque attonita e quasi scandalizzata quando udì che si trattava invece d'una febbre continua. Oh Dio.... ella che aveva tanta paura delle febbri.... Ma di che sorta di febbre si trattava?... Sperava bene che non fosse infiammatoria.... non attaccaticcia....

—Eh! eh!—disse il dottore, cogliendo la palla al balzo—non so, spero che non sia.... non si può precisar nulla per ora..., ma non vorrei.... che.... certi lontani indizi di tifoidea.... Dio guardi, potrebbero far capolino da un momento all'altro....

La contessa Nemi strisciò frettolosamente una semi-riverenza, e scappò via. Il medico s'allontanò ridendo, senza nessun rimorso pel suo stratagemma. I medici di campagna hanno talvolta delle benefiche audacie di questo genere.