—Ma, mia cara, che bisogno c'è di andare ai bagni, se non ne hai voglia? Potremmo benissimo rimanere qui.

—Sì, che ne ho voglia! E poi è giusto; so che, a lungo andare, la campagna ti annoia. Andremo ai bagni.... dove vorrai tu, ben inteso, e poi.... torneremo qui! Ah, qui si sta così bene, non è vero?

—Certo!—disse allegramente Giuliano; ma un'ombra fuggitiva gli passò sulla fronte.

—Dunque—ricominciò Milla—dove andiamo? a San Moritz?

—Eh! vada per San Moritz.

—O a Recoaro, Lucca, Sorrento, Villa d'Este? Basta, decideremo poi. Già, abbiamo tutto il mese per pensarvi. E quest'inverno, per un mese o due, torneremo a Napoli?

—Certo, dove vuoi! Ammenochè gli affari....

—Oh! gli affari!—disse Milla con un'adorabile smorfietta.—Sai che sei insoffribile con questi affari! Dacchè ti sei messo in capo di rivendicare quei possessi nel Genovesato, ti sei cacciato a capo fitto, nei litigi, nei processi, nei consulti d'avvocati, tanto che mi diventi tu pure un vero leguleio.

Rideva, così dicendo, e cercava invano d'assumere un'aria indispettita; ma in cuor suo era tutt'altro che avversa alle occupazioni di Giuliano. Le avevan detto, e s'era persuasa, che una occupazione indefessa, accaparrante poteva benissimo riescire una salvaguardia.

—Orsù—continuò con una soave ipocrisia di pazienza—speriamo che si possa andare a Napoli. Ti ricordi di Napoli?