Egli la guardò, con un'espressione indefinibile.

—Come?...—mormorò—che intendi dire?...

—Sei curioso, eh? Ci ho gusto. Oh bella! perchè non avrei anch'io i miei affari.... come li hai tu?...

—Perchè....—ripetè Giuliano—perchè?...

—Via, via, non far quegli occhiacci. Sai pure che di affari, propriamente detti, non posso sentir a parlare per cinque minuti consecutivi, senza addormentarmi. Ho piena coscienza che, se me ne immischiassi, non sarei nulla più d'una guastamestieri; e poi non sei forse tu che te ne occupi, che pensi e provvedi a tutto onde risparmiarmi ogni briga?

Un profondo ed amaro turbamento si dipinse per un secondo sul volto di Giuliano.

—Cara Milla!...—sussurrò quasi involontariamente, con voce soffocata.

—Zitto là, Giuliano, e torniamo a bomba. Dicevo dunque che le mie occupazioni, le ho anch'io. Ammetto che non somiglino alle tue, ma ciò non scema la loro importanza, e un giorno o l'altro.... forse.... ne vedrai il risultato.

—Oh! oh!—disse Giuliano, ch'era tornato a rasserenarsi,—e non si può saper niente ora?

—Niente affatto. È una sorpresa; resterai con tanto di naso.