Quand'ebbi finito mi alzai, mi feci accanto a lui e gli presi la mano, in silenzio. Egli alzò la mia mano a livellò delle sue labbra e lentamente, con dolcissima passione.... la baciò.
Io non parlai... per una vaga pietà del suo sogno, poi perchè nulla irrompesse della confusa bufera d'odio che si scatenava nell'animo mio!»
Lady Helvellyn tacque, strinse le mani una nell'altra. Forse soffriva ancora, al solo ricordo della tortura di quel momento.
— Da quel giorno, — continuò dopo un istante — cominciò la mia aperta lotta col fantasma di Mrs Alloys. Come Giacobbe coll'angelo, lottavamo in silenzio, nella notte, nella sua notte, contendendocene il possesso. M'intendi?
Assentii, chinando gravemente il capo. La intendevo allora, in quel luogo, in quel momento.
Ella proseguì:
— La mia rivale fu più forte di me.... mi vinse. Forse lo credetti soltanto, forse tutto ciò non era che un sogno febbrile del mio amore. Sia come vuolsi, io credetti che nella tenebra di Alano ella imperasse, escludendomi. Per qualche tempo giacqui in un'inerte disperazione. Poi pensai ad andarmene, a scomparire. Ma egli si era abituato alle mie cure. Aveva bisogno di me. Io non avevo ancora avuti figliuoli. Ora nell'amore vero della donna c'è sempre qualcosa della madre... nevvero?
Assentii di nuovo. Poichè così è veramente, per quanto sembri strano ed incredibile.
— Egli era cieco, aveva d'uopo di cure amorose, aveva d'uopo di me. Rimasi al suo fianco, con una pietà infinita di lui. Forse egli pure lottava, nell'isolamento della sua notte... Ammalò in quel tempo e temetti di perderlo. E allora fu che per la prima volta balenò nella mia mente un'idea, l'idea d'incarnarmi nella sua illusione, di risuscitare per lui in quella morta, alla quale non avevo saputo sostituire me stessa...
Le afferrai violentemente la mano.