La mia parola turbava forse un sogno del suo pensiero, un ricordo, l'immagine che non era la mia?

È terribile, amare un cieco ed esserne gelosa! È una delle più crudeli e difficili posizioni della vita. È sì strana, sì cupa la sensazione che si prova, scrutando il volto privo di luce, di quella luce al chiaror della quale l'animo si svela e si tradisce. È una notte anche per noi e invano, brancolando, cerchiamo di orizzontarci. Mi dibattevo io pure, nell'oscurità di Alano! Unico conforto mio era quello di giovargli!

Ma se invece fossi per lui un tormento, se nelle lunghe visioni della sua cecità egli vedesse un'altra... non me? Ed io l'amavo... non avrei potuto vivere senza di lui...

L'interruppi:

— Ma tu non chiedesti, non cercasti di sapere?...

— No... Fui cento volte sul punto di farlo, cento volte mi trattenne un'invincibile esitanza. L'ultima rivincita cui non volevo rinunziare era appunto questa: il dubbio... la possibilità che non fosse!. Credevo d'aver ucciso il mio orgoglio, ma esso aveva d'uopo, per morire davvero, di una ferita più profonda. Non tardai a toccarla.

«Un giorno, mi venne tra le mani una romanza per canto che l'autore aveva dedicato a Mrs Alloys e che recava sul frontispizio il ritratto della celebre cantante. Era una semplice ballata irlandese ch'ella eseguiva di frequente nei suoi concerti e che incontrava sempre il favore del pubblico. Studiai la romanza di nascosto, coll'aiuto d'un maestro di canto il quale aveva udita più volte Mrs Alloys. Attonito della somiglianza della voce di lei colla mia, egli m'insegnò a cantare quel pezzo, come soleva cantarlo la donna che tanto aveva torturato l'animo mio. Si valse del suo metodo, mi apprese ad imitare i suoi effetti. Allora tentai la prova... rammentando la strana ammirazione che Alano aveva avuta, a Firenze, per la mia voce.

Un giorno, mentre eravamo soli, mi posi improvvisamente al piano e cantai quella romanza, come l'avevo imparata.

Vidi mio marito trasalire dapprima; poi, con un impulso subitaneo di volontà, frenare il tradimento di quel fremito. Vidi alcune goccie di sudore imperlare la sua fronte, mentre le palpebre calate si dilatavano come in un disperato sforzo per spalancarsi.

Continuai a cantare; mentre sentivo il cuore morirmi in seno... Egli s'era calmato, un vago sorriso d'estasi errava sulle sue labbra.