Una voce risuonò sul ponte.
— Boat... ooh!
Lady Helvellyn si alzò e venne a raggiungermi. Le accennai una lancia che pareva dirigersi alla volta del yacht.
— I bambini — disse — ora li vedrai.
Suonò un campanello ed impartì alcuni ordini. Poco stante, si udì sul ponte un gaio brusìo di vocette infantili e un momento dopo la brigatella irruppe nel salotto, seguita da un piccolo stuolo di governanti. Tre amori di creaturine! Si aggrupparono attorno alla madre con visibile adorazione, ed ella me li presentò tutti e tre, con mal celato orgoglio. Poi chiese alle governanti dei loro diporti.
Parlava inglese, ora, un inglese stretto, genuino, che mi parve mutasse ad un tratto il suono stesso della sua voce. Sul suo volto non rimaneva traccia alcuna della recente emozione; era un'espressione al tutto calma, impassibile, quella che il giorno prima, al Cercle, mi aveva resa sì crucciosamente incerta. La persona aveva nuovamente assunta l'attitudine che non le conoscevo. Compresi che Lady Helvellyn era tornata, volontariamente o no, ad immedesimarsi della sua seconda esistenza. E, stranissima cosa, la mia stessa emozione si era calmata in quel frattempo, mi pareva di essere accanto ad una persona che avessi da poco conosciuta, quasi un'estranea. Pure, dopo un istante, ripensando intensamente a Ninì... la ritrovai in quella estranea.
Mi sentivo turbata, affaticata. Tutto ciò mi faceva male. Quella vicenda sì rapida, sì balenante d'impressioni urtate, stancava nervosamente il mio spirito, come la perpetua danza dei riflessi acquei stancava il mio sguardo. Dissi che bramavo far ritorno a casa.
Ella non si oppose, ordinò che fosse approntato il canotto. All'ultimo momento, mentre eravamo sul cassero, presso la scala d'approdo, ella si chinò al mio orecchio, e mi susurrò una strana parola:
— Scordami.
Ma poi, con subito impeto appassionato, mi strinse al seno, in un veemente abbraccio. La sua mano afferrò un lembo della mia giacchetta, come se volesse trattenermi, il suo sguardo acceso, bramoso, mi avvolse tutta, mi afferrò, mi ricercò, m'impregnò di un'onda magnetica di rammarico, di scongiuro, d'incertezze folli... Fu un lampo. Lasciò andare la mia giacchettina, ci sorridemmo scambievolmente con un sorriso vago... come stanchissimo.