Per un buon tratto di strada, fu silenzio. La cavalla trotterellava, scotendosi dietro la carrozza sul terreno disuguale e sassoso. La signora non reagiva punto contro i villani sobbalzi, dovuti alle pessime molle del legno, la sua persona abbandonata pareva anzi assecondare quelle brusche scosse.
Un giovane, di civile aspetto, passò sulla via, gettando nell'interno della carrozza uno sguardo attonito e curioso che corse poscia ad interrogare il cocchiere.
Questi scosse il manico della sferza, per salutare il giovane, e lo interpellò ad alta voce:
— E così?
L'altro alzò le spalle, con un gesto espressivo.
— È andato? — insistè il vetturino.
— No... ma poco ci manca.
Non ebbe tempo di dir altro; rimase addietro sulla strada..
— È un mio cugino che sta male — disse bonariamente il vetturino. — E quello lì è il nostro dottorino, vede! Gli ho chiesto... perchè quel poveretto, quello che sta male, sarebbe proprio ora che se ne andasse!
Ella sorrise alquanto.