Rezzano-Brianza.

Contessa Rezzano.

Perdoni, Illus.ma Signora Contessa, ma la prego di venir subito. Il Signor Conte è qui, sta malissimo e non sappiamo cosa fare.

La riverisco.

Luigi Lozza.

Per un istante Diana rimase come intontita.

Luigi Lozza, il fattore della villa della Morletta... E Leone era alla Morletta... Stava male! Moriva forse. Lui? Ma come... perchè? Era ammalato... ferito?... Le aveva scritto da Cecina venti giorni prima... stava benissimo, allora!

Per un momento, tutto, nel cervello di Diana fu confusione e disordine, un cozzo vertiginoso d'incertezze. Leone stava male... Bisognava dunque andar subito, telegrafare a Luigi Lozza, alla mamma — partire, scrivere. E Alberto... la promessa... l'amore?...

Sì compresse forte le tempia, frenò l'irruenza dei suoi pensieri, si sforzò a calmarsi ed a farsi un'idea precisa del dovere immediato. Vi pervenne, dopo un certo tempo. Rilesse, più calma, il dispaccio. — Poi, sedette allo scrittojo, mise il telegramma in una busta che sigillò e sulla quale scrisse distintamente: Marchese Alberto Mentana. — Suonò poscia e al domestico sopraggiunto impartì due ordini.

Di far recapitare quella lettera al suo destino nelle prime ore della domane.