Gita Estiva.

I.

A Firenze, in un caldo meriggio di giugno. Passando a caso per quella via il barone Leonardo Folgardi alzò lo sguardo verso il palazzo e vide aperte alcune finestre del primo piano.

Attraversò la via, varcò la soglia del portone ed entrò in portineria per chieder ragguagli.

La portinaja non ne fu avara. Donna Costanza era in città da due giorni, sola. — La contessa Clelia era rimasta in villa a Terbeno. Desiderava far passare ambasciata?

Egli rimase alquanto perplesso. Desiderava di riverir donna Costanza, certamente, e gli pareva strano ch'ella non lo avesse fatto avvertito del suo passaggio in città.

— Riceve donna Costanza? — chiese finalmente.

La portinaia esitò alla sua volta. Veramente, aveva ricevuto ordini.... Ma trattandosi di lui, proverebbe.

Si accostò al portavoce e la chioccia frase s'ingolfò nel tubo.

Dopo un istante di attesa la donna si voltò e disse: