— Troverà.... si occuperà altrimenti, farà benissimo anche senza di....

Si arrestò bruscamente e mutò accento.

— Andiamo, via, non sorridete, non la canzonate così, quella mia povera Zietta. Vi accerto che vale assai più di me. In realtà, son io che ho la sua età ed ella ha la mia.

— Trentatrè anni — disse Leo. — Strana cosa, una donna che dice la sua età. È vero che potete dirla....

E poteva dirla, in fatti. Donna Costanza era bella. La sua persona serbava proporzioni snelle ed armoniche, l'assieme aveva un fascino speciale, una delicata proprietà di attrattive. Certo, non era più giovane, scorgevi qualche indizio di piegoline sull'epidermide del volto, qua e là più marcate, specialmente attorno agli occhi ed in lotta perpetua coll'ardente luminosità di questi, un'impronta come di intime e misteriose lassezze. Molti capelli bianchi, specialmente sulla fronte. Ma con tutto ciò, nulla di vinto, di finito in lei. Tutto il suo essere tradiva un'individualità risentita ed emanava una vaga seduzione, fatta ad un tempo di forza e di femminilità speciali.

Non piaceva sempre nè a tutti. Era molto giornaliera, aveva facile la stanchezza, pur essendo vivacissima talvolta e piena di brio. Parecchi n'erano stati innamorati e avevano tentato invano di farsi amare. Pareva nata per l'amore, certi momenti, pure ella era o più saggia o più forte della propria attitudine.

Vedova da cinque anni, assai ricca, era da tutti preconizzata ad un secondo matrimonio, ed a questo la spingevano incessantemente parenti, amici e voce pubblica. Era stata più volte richiesta in isposa, aveva sempre detto di no, soggiungendo modestamente: per ora.

Sacrificava alle esigenze del pubblico, vivendo con una sua vecchia zia ch'era, in fondo, molto più mondana di lei.

Andava molto in società, recandovi una perfetta serenità di spirito che alcuni chiamavano non sincera. Riceveva degli uomini d'ingegno e di cuore, aveva, fra essi, alcuni saldi e veri amici. — Si sparlava un poco, vagamente di lei, senza nulla precisare, attribuendole ora una perfezione nell'arte del simulare, ora una freddezza innata ed un orgoglio smisurato.

Taluni erano scontenti, come aizzati dall'incerto che emanava da quella signora, tanto donna nel suo aspetto, tanto statua nel suo vivere e nel suo contegno. Perchè non si maritava? perchè non faceva come le altre? come mai destava, senz'averla, l'idea della passione! Qualcuno aveva sorriso, parlando di donna Costanza Varalli e di Leone Folgardi.