Ma il sorriso non si propagava, cadeva, solitario, nel vuoto. Qualcosa, nella severa grazia di quella donna imponeva il rispetto alla parola non solo, ma anche al pensiero.
I suoi amici dicevano di Leonardo, ch'era timido. Le amiche di lei, dicevano che quella cara Costanza era troppo abile per compromettere l'avvenire; il momento cioè in cui si deciderebbe a sposare quell'uomo.
La verità vera?... Questa:
Egli l'amava e l'aveva sempre sognata sua. Lo sognava tuttora.
Ma aveva presa l'abitudine di rispettare profondamente quella donna, sin da quando ell'era la moglie dell'amico suo. Sapeva ch'ella non poteva amare suo marito, ma sapeva altresì che lo stimava, che viveva, tranquilla con lui, se non felice. — Quando ella fu libera, Leo tentò più volte di fargli intendere quanto egli sarebbe fiero e beato da poterle dare il suo nome. D'altro.... non si parlò mai fra quei due.
Erano veramente amici.. Essa ne aveva parecchi, ma fra essi Folgardi teneva un posto distinto, l'amicizia ch'essa gli dimostrava aveva profumo speciale, una vaga, quasi aerea, forma di affettuosità.
E questa era sì cara, sì teneramente necessaria a Folgardi che egli tremava di perderla, di alterare quel bizzarro statu quo, in seno al quale gli anni, quasi cullati, erano trascorsi dormendo.
Non passione, dunque: no. Ma un sentimento speciale, bizzarro, tutto sui generis, uno di quelli che non sono l'amore tutto quanto, ma forse la più delicata frazione di esso, l'amore cioè senza il suo dispotismo.
Questi sentimenti vivono di poco assai, coloro che li provano soffrono sempre alquanto, ma dolcemente, con una continua ed intima voluttà, fatta insieme di una vaga rinunzia e di una vaga attesa. — Il più degli uomini ridono di questi amori e ancor più ne ridono il più delle donne. Ma non importa, esistono.
Donna Costanza però non ne rideva. Solo a volte, ella, sì intelligente, pareva stranamente ancorata nella serenità della sua: non intesa. Le era accaduto di pensare in modo commovente all'avvenire del suo amico, gli aveva fatto parola or di una or d'altra amica sua, delle signorine tanto care, così bene educate, tanto atte a fare la felicità di un gentiluomo! Ma il gentiluomo in questione si trincerava alla sua volta in un sistema di non intesa, e assentiva con sì languido entusiasmo agli elogi delle damigelle tanto carine che donna Costanza aveva perso ogni speranza di convertirlo. — Forse, in fondo, proprio in fondo al suo cuore di donna, era una vaga compiacenza che l'amico fosse così impenitente. Chi lo sa?