Leonardo stava alle convenzioni, non chiedeva nulla, non si meravigliava di nulla. Solo le pareva strano ch'ella dopo aver detto d'esser stanca, non volesse andarsi a riposare.
E come egli insisteva, donna Costanza ebbe una bizzarra forma di rifiuto.
— No, voglio restar con voi.
Così, non andò a riposare e rimase con lui, di fronte al vecchio palazzo disabitato.
La quiete della via pareva salire sino a loro ed avvolgerli in una maestosa serenità di assopimento. Senz'avvedersene smisero a poco a poco di mutar parola, smisero pure di pensare, forse per la stanchezza cagionata dalle gravi tensioni degli animi loro. Ci sono di questi strani momenti che si vivono così, anche in due, come in un'indeterminata incoscienza di sogno, colla stessa sensazione d'essere in vacanza dal pensiero e dal sentimento, in un'accalmia completa di tutto l'organismo, col senso di esistere, ma senza ingerirsi dell'esistenza propria. Ciò si prova, talvolta in piena vita, in piena tempesta di vita. Per un po' piace.... è un momento di tregua. Alla lunga, sgomenta e la si scuote, perchè somiglia alquanto alla sensazione della morte.
Leo la scosse pel primo.
— Ebbene, donna Costanza... che si fa...?
Ella lo fissò un momento, senza pensare a lui, il suo occhio semichiuso aveva un languore eccessivo.... un po' strano. Ci sono varie specie di stanchezze che si somigliano un poco nei loro sintomi.
Leo si destò completamente e balzò in piedi. Il cuore gli martellava forte.... Mosse un passo verso di lei.
Essa era completamente desta ed egli non vide dinanzi a sè che la sua calma amica donna Costanza Varalli di Terbeno.