— Finite! — sciamò la giovane — finite! Ma perchè?
Il Professore frenò un piccolo tremore nervoso ed alzò alquanto le spalle.
— A cagion mia? — continuò impetuosamente Maria, — per la mia negligenza?... Ma ora muterò... glielo prometto.
Colla dolcezza irresistibile del suo sorriso essa stese al Professore la mano, quasi arra della promessa.
Egli si sentiva nuovamente inferocire davanti a quella cieca insistenza.
— No... — mormorò.. — non per lei...
— Allora, — chiese ella ancora, vieppiù dolce, vieppiù insistente, — allora... perchè?
Un'esasperazione lo vinse. Con un gesto rapidissimo, pazzo, egli sollevò sulla fronte gli occhiali. Dalle pupille grigie, giovani, maschie, scaturì, libero e brutale, il fuoco dei suoi sguardi... Piombò, si confisse nel volto della giovane subitamente sbigottita, come gli artigli del falco sulle carni della sua preda. Per un secondo, quello sguardo la possedette. Poi, su quel furioso balenìo d'incandescenze, ricadde, smorzandole d'improvviso, il velo dei cristalli azzurri.
— Perchè vi odio! — disse Lerskine a voce alta e chiara, aprendo l'uscio innanzi alla giovinetta.