— È inutile, lo vedi. Tornerei ancora.
Diana tacque. Sentiva ch'egli aveva ragione. Il pensiero di ciò ch'ella aveva sofferto, nell'assenza di lui, la colse vivido, pieno di ribellione. Ed ora egli era tornato... era lì e per un momento la gioia inconsulta, suprema, del suo ritorno irruppe unica in lei, cancellando ogni altra impressione.
Egli leggeva, sorridendo, su quel libro aperto. Le si accostò e se la strinse dolcemente, quasi rispettosamente al cuore. Tremava anch'egli, vinto da un'emozione che non pensava a celare, nella sincerità impetuosa del suo amore. Le sue labbra cercarono quelle di lei, che parevano protendersi, ma che, irrigidite ad un tratto, si sottrassero all'incontro.
Ed ella rizzandosi gridò superbamente. Non voglio!
Non voleva infatti. — Ma qualcosa in lei, qualcosa di ardente e di indomabile voleva a dispetto della sua volontà; ed ella si esauriva nello sforzo di quella ribellione, nella fatica della propria reazione contro il cuore affascinato ed i sensi destati. Diana e Alberto si amavano così da più mesi, con una verità ed una forza di passione che nulla osteggiava in lui.
In lei combattevano, dilaniandole il cuore, l'innata purezza dello spirito, l'influenza di una austera e religiosa educazione, l'istintivo orrore della macchia. Ma ella avvertiva dal paro la forza spietata che la trascinava ormai sulla rapida china dell'amore. E perciò; come tante altre povere anime così grottescamente e miseramente create, ella amava, soffriva e lottava tanto!
Per lui tutto ciò era una novità. Sentiva di aver scatenata una tempesta vera nel cuore di una vera donna e conosceva abbastanza le donne per apprezzare il valore e la verità del fatto. — Non aveva deliberatamente tentata la conquista di Diana; s'era abbandonato, ad occhi aperti però, alla dolcezza nuova di un sentimento, lasciando poi ch'egli seguisse il corso della sua logica evoluzione. Aveva lasciato venir l'amore senza sollecitarlo, serbando, anche quando l'aveva ravvisato in volto, un rispetto gentile per la donna gentile che glielo aveva ispirato. No, quell'amore non poteva essere per lui un episodio volgare come i tanti che l'avevan preceduto. — Certo; non doveva neppure essere un episodio eccezionale, ma tanto nel suo delicato epicureismo della passione, quanto nella sincerità stessa del suo amore per Diana, egli aveva trovate delle onorevoli ed eccellenti ragioni per prolungare uno stato quo del quale molti avrebbero potuto sorridere.
Aveva avuta, aveva tutt'ora una certa pietà di Diana e delle sue intime lotte. Senonchè, da qualche tempo in qua, cominciava ad aver pure una certa pietà di sè stesso... Bellissimo, curiosissimo in lei quel contrasto di docilità all'amore e di ribellione alle sue esigenze, ma durava da un po' di tempo e... come ammettere che avesse a durar sempre?
Il marito... solito, che non sa... che non ci pensa, che nulla teme. Cacciatore emerito, ora in Sicilia, ora in Sardegna, ora in Maremma. Bello e giovane, d'indole gaia e spensierata senza finezza alcuna, senz'altre cure che quelle del compiacimento proprio, di un'immoralità comoda e larga, spesso infedele e bonariamente sorpreso che Diana avesse a tanto adontarsene, tranquillo nel sereno convincimento dell'innocuità dei suoi piccoli tradimenti di passaggio. — Ma Diana l'intendeva altrimenti. S'era messo in capo una stramba idea, che la fedeltà nel matrimonio dovesse esser obbligatoria per entrambi i conjugi!.. Aveva ignorato molto, perdonato qualcosa, ma non ammetteva la recidiva e il suo pseudo amore pel marito s'era smorzato, bruscamente, nella collera di quelle replicate offese alla santità del vincolo. — Uno scandaluccio di bassa lega, qualcosa che s'aggirava tra una cameriera e una ballerina, aveva esasperato il risentimento di Diana ed ella aveva creduto bene di ritirarsi nella sua tenda; cioè nella sua villa di Rezzano.
Ed a ciò s'era limitata, solo per deferenza ai caldi consigli di sua madre, poichè questa, la buona contessa Galli, osteggiava apertamente la estrema risoluzione alla quale Diana aveva pensato dapprima. Diana, quella benedetta figliuola, aveva parlato nientemeno che di una buona e completa divisione. Quella povera creatura aveva un'antipatia istintiva per le mezze misure e per le posizioni mal definite. Si sentiva crudelmente offesa e voleva dimostrarsi tale.