S'interruppe, tacque un istante poi mi chiese, ridendo:

— Dite la verità: avete una gran voglia di vedere gli Helvellyn?

— Sì — risposi candidamente. — Sapete se si trattengono per qualche tempo?

— Non ne so nulla. Andrò oggi stesso a portar le mie carte a bordo e m'informerò se si può visitare il bastimento. E se verrò a capo di saper qualcosa, ne farò immediato omaggio alla vostra curiosità, in premio del vostro candore.

La sera di poi, venne da noi un momento, prima di recarsi a quel malaugurato Cercle Massena, ove, poveretto, lasciava quasi ogni sera, con celebre disinvoltura, sì larghi brandelli del suo patrimonio.

— Si trattengono otto giorni, non si può visitare il bastimento, ma li vedrete lo stesso. Il presidente del Cercle de la Mediterranée li conosce e pare abbia ottenuta la promessa del loro intervento alla matinée di giovedì.

Tutto ciò col più comico mistero di questo mondo; pareva un vero congiurato di operetta. Era divertente, aveva veramente dello spirito e tante buone qualità... Pure, com'è finito presto e male, povero Fedor Zarenine!...

Di pien meriggio, ma al chiarore di innumeri candelabri accesi in un salone sì ricco, sì straricco di dorature che quasi ve ne dolgono gli occhi. In alto, invisibile e irresistibile, un'orchestra delicata suona a ballo. In un angolo del vastissimo locale un glorioso buffet vi invita ospitalmente. C'è folla e la più strana e varia di questo mondo, e ciò che più vi colpisce in essa, è la immensa latitudine lasciata alla gamma dell'acconciatura. Quivi potete studiare l'eterno figurino femminile in tutte le sue più caratteristiche manifestazioni. Vedete delle spalle nude e delle spalle coperte di una spolverina da viaggio, delle teste cosparse di gioielli e di fiori, e accanto a queste delle sobrie testine, coperte di berrettine di pelo. Nello stesso gruppo una signora tutta in nero, che credereste giunta da una grande funzione religiosa, un'altra in toeletta da teatro, una quarta in assetto da gita montanina, una quinta che diresti avviata ad un ballo in costume, una sesta che ti dà l'idea d'essere testè escita da un ricevimento a Corte. Alcune tengono circolo, altre si isolano nella folla, altre guardano, moltissime si fanno guardare.

Le solite regole della toilette, l'indirizzo generale dell'acconciamento qual'è prescritto dall'indole qualsiasi d'una riunione, non esiste in quella bizzarra accolta. È un allagare fantastico dell'iniziativa personale; ritrovate colà le più inattese rivelazioni della coscienza artistica della donna. Incongruità fantasiose dell'assieme, finezze trascendentali d'accessori, squisite arditezze artistiche, stravaganze bene o male riuscite, eccentricità dissonanti, capricci idealmente tradotti, audacie fortunate o punite nella tonalità dell'innovazione. Ogni tanto tocchi rivelatori del rango o della nazionalità; qui lo sfarzo ultra parigino dell'americana, là l'invincibile orientalismo della russa, il preraffaellitismo e la tendenza pratica dell'inglese. Indovinate la francese dal suo infallibile indizio, la grazia perfetta e l'armonia, la svizzera dalla sua semplicità quasi silvestre, complicata da un aggravante di romanticismo vecchio tedesco, mentre la tedesca propriamente detta, è riconoscibile per la modernità mal riescita del suo vestire. Tutte queste rappresentanze femminili si guardano, si criticano, si sorridono, si salutano e si parlano facilmente ma senza mai amalgamarsi. Non è certo l'incongruo pêle mêle che è impossibile evitare, dalle quattro alle sei, sulla Promenade des Anglais... oh no, ogni socio del Cercle de la Mediterranée assume in certo modo la responsabilità delle persone che egli fa ammettere alle matinées, e ciò dà all'ambiente una tonalità bastevole di per bene, ma nessuna intimità reale può sussistere in un luogo ove è sì fluttuante, sì facilmente mutata la maggioranza di quelli che vi intervengono; sono strane feste, senza carattere proprio, ma specialmente interessanti. In quel po' di tutto c'è inevitabilmente del bello; è come una bizzarra rappresentazione di quadri plastici della vita d'oggidì. Se avete un amico paziente e ben informato egli potrà procurarvi anche delle emozioni, vi designerà ogni tanto, nella folla, una faccia che guarderete poscia con meraviglia insaziabile, ripensando al nome testè udito, collegandola al ricordo, all'espressione di fatti che hanno occupato o travagliato il mondo. Ivi un accenno, un campione di tutti i generi di celebrità, pensatori ed artisti, monopolizzatori d'oro o d'idee, trachee trascendentali, scrigni giganteschi, passioni che hanno fatto chiasso e che hanno appassionato il pubblico, stravaganze che l'hanno colpito, audacie che l'hanno conquistato, idoli effimeri e sdegnose vittime dell'opinione, autori applauditi, notabilità appena battezzate che attendono la consacrazione, tutto ciò troverete alle matinées del Cercle de la Mediterranée.

Non era la prima volta ch'io andava al Cercle. Avevo dei ciceroni cortesi ed informati, conoscevo ormai, anche di persona, buona parte delle celebrità che passavano, come meteore, in quel neutro ambiente. Non mi stancavo di quello spettacolo, perchè n'eran sempre mutati i personaggi, e perchè vi trovavo ogni volta qualcosa che colpiva facilmente la mia fantasia. Quel giorno la pazza di casa teneva dietro a due apparizioni che si contendevano gli sguardi del pubblico. Un'africana, nera come la fuliggine, con due vampe di occhi e un pariginismo incensurabile di toilette moderna. Poi, una bellezza di Bordeaux, la figlia d'un ricco armatore, una signorina: très bien. Certo; era bella, idealmente bella, bella in modo trascendentale! Vestita, atteggiata squisitamente, nell'intonazione perfetta di un quadro di Van Dyck. Ne possedeva in tutto i requisiti tradizionali, la posa, il colorito, la forma, le stoffe, i gioielli. Era bianchissima, un po' pallida, come se la poesia del tempo avesse illanguidite le tinte, sulla tela del suo volto. Parlava pochissimo, senza muover le labbra, senza sorridere oltre i limiti del suo vago sorriso permanente, nella coscienza serena, forse annoiata, della sua perpetua rappresentazione artistica. Non arrossiva sotto l'insistenza e la universalità degli sguardi, più curiosi che altro, danzava con perfetta arte di posa, serbando tutto il suo idealismo di splendida immagine anche nella grottesca assurdità di gruppo ch'ella formava col suo ballerino, un giovinotto volgare e brutto. Poco lungi stavano i parenti di lei, grossi, bonari, plateali anch'essi. Solleciti, ma sicuri del trionfo, guardiani amorosi del tesoro, pazienti direttori di quella sacra passeggiata del capo d'arte della famiglia, nella placida attesa dell'amatore intelligente che ne vorrebbe adornare il proprio museo, mentre ella danzava serenissima, sorridendo esclusivamente a sè stessa!